| Home letter | AFGHANISTAN - Novembre Dicembre Gennaio Febbraio Marzo Giugno Luglio Agosto | |
| Agosto 2003 |
Cari amici,
come in un quadro pieno di colori tenui, mi sono immerso nel magnifico paesaggio del nord afghanistan. Le parole non danno immensita’ alle immagini e nemmeno ai suoni del silenzio. Nuovamente libero di poter respirare la vita e felice di non essere tenuto al guinzaglio dall’insicurezza o da uno sparo. Qui al nord c’e’ una pace che a Kandahar non ho mai potuto apprezzare, mi sento quasi un evaso e liberato dalla stessa gente che mi teneva in prigione. Qui per strada ritrovi sorrisi e anche comprensione, sono stato nel Faryab che oltre la tristezza della guerra ha dovuto sopportare anche il terremoto. Stiamo costruendo piccoli acquedotti e ristrutturando sorgenti, stiamo ridando vita a paesi ormai morti o dove la gente era costretta a galoppare un asino per ore prima di poter vedere un punto d’acqua “bevibile”. Qui il problema dell’acqua e visto un po’ diversamente dal sud, anche se c’e’ stata la siccita’, il problema maggiore e che l’acqua non e’ potabile, e’ molto salina, per darvi un idea in alcuni punti assomiglia un po’ a quella di mare. Qui si sono materializzati avanti ai miei occhi quelle teorie studiare all’universita’, l’amata gravita’ che ci permette di regalare speranza. Qui nel Faryab i giorni trascorrono quasi senza accorgerti, la mattina tutti pronti in macchina per affrontare almeno 2-3 ore per arrivare al punto da visionare oppure per dare un occhio al procedere dei lavori, a volte la tentazione di dormire nel field sotto una tenda che si affaccia su un magnifico paesaggio e respirare il sapore dei tempi antichi, con la sole luce delle stelle a fare compagnia alle notti e il cinguettio di qualche uccello o lo schiamazzo di qualche bambino che gioca.... che voglia di rivivere in un mondo semplice. Ho visto bambini sorridere, tra le macerie di villaggi distrutti da un terremoto, ho visto bambini felici che in groppa ad un asino trasportavano il grano. Cari amici sono felice..... e Viviana e’ a Kandahar e per quasi ironia della sorte, nel mio primo semestre non avevo mai lasciato il sud, ed oggi invece in meno di esattamente tre mesi dal mio rientro, sono stato gia’ due volte a Kabul e finalmente ho potuto visitare e lavorare nei progetti del magnifico Nord. Lei lavora come amministratrice e diciamo che fa molto lavoro di ufficio (e qualche ispezione ai dipendenti nel field).... e forse anche qui leggete la mia “rilassatezza” nel saperla lontana ma “sicura”.
Un abbraccio
|